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Il primo capitolo, è diviso in due parti. La prima dedicata a storie - anche dai tratti drammatici - di adolescenti che non sono stati capiti dai genitori, o che avevano paura di non esserlo. L'amore per un figlio si dimostra nei momenti difficili!

Nella seconda, adulti che, a seguito di drammi o brutte esperienze, hanno, alla fine, trovato l’amore e la felicità con persone dello stesso sesso.

Essere amati intensamente da qualcuno regala forza. Amare sinceramente qualcuno, trasmette coraggio.

Nel secondo capitolo ho deciso di non proporre storie adolescenziali, ma troviamo tanti piccoli coprotagonisti nelle storie proposte.

Loro, bambini dai quattro agli otto anni, ci dimostrano di avere una sensibilità cento volte superiore a molti adulti. Loro, con gli occhi dell’innocenza, sembra riescano ad accettare un relazione “diversa”, perché a loro interessa solo amare ed essere amati dagli adulti.                                                                                                                        (Il Pierpo)

Può provocare dolore o dare forza, può far odiare o far compiere stupidaggini, ma… Ogni storia d’amore sincera, indipendentemente dal sesso di chi la vive… è una cosa bella e come tale dev’essere rispettata, stimolata, invogliata, protetta… 

Nel terzo capitolo continuano le testimonianze di uomini normali, dall'operaio al professionista al politico che, dopo

aver vissuto vite completamente opposte e parallele, si trovano, si scontrano, s’innamorano...

                                                                                                                    O semplicemente ci raccontano la loro esperienza.

Quando c'’innamoriamo, ne siamo fieri. Lo urliamo al mondo. Ma non tutti possono farlo. C’è chi, ostaggio del retaggio culturale con il quale cresciamo, è costretto a soffocare i propri sentimenti.
Vivere il loro amore di nascosto. Beh, lo scopo è quello di dare il giusto risalto anche a loro.

Esiste davvero l’amore ideale? Inteso come sentimento che dura per sempre, quello che ti fa brillare gli occhi al solo nominare il nome di chi ami, che ti mette di buon umore al solo guardarla/o, e ti provoca sempre nuove emozioni anche dopo anni?

Oggi, vista la facilità con la quale ci si prende e ci si lascia senza pensarci più di tanto, senza provare il minimo scrupolo verso figli e compagna/o, sembrerebbe di no.

In questi ultimi anni il rapporto uomo-donna sta sempre più recependo quella che è sempre stata una prerogativa del mondo gay: la promiscuità (non strettamente intesa come abitudini sessuali).

Fra le tantissime storie gay inviatemi, il denominatore comune a tutte è questa estrema necessità di cambiare alla ricerca del partner ideale (si usa dire) e solo una percentuale irrisoria, mi baso ovviamente su ciò che ho letto, di coppie gay si amano per tutta la vita.

Mi ha stupito non poco invece, constatare che il sentimento nato fra due maschi, uno dei quali credutosi da sempre eterosessuale e l’altro da sempre consapevole della propria omosessualità risulta molto più forte dei precedenti (ancora oggi ho i brividi nel vedere, come a distanza di ormai nove anni, Mario e Roberto ancora si guardano).

Ciò mi ha portato a pensare che la differenza stia tutta nella complicità che si viene a creare.

Nelle unioni, prima o dopo l’amore va a esaurirsi, le differenti affinità e i piccoli difetti sui quali si sorvolava s’ingigantiscono fino a implodere. E come detto, a differenza di qualche generazione fa, oggi non ci si pone il problema dei figli o di mantenere fede al vincolo col quale ci si è uniti.

Pezzo di carta che, per tanti anni è stato l’alibi delle coppie gay per mascherare la voglia di cambiamento.

Questa nuova - sono sempre esistite coppie etero/bisex-gay, ma erano relazioni sessuali al termine delle quali ognuno tornava alla propria vita - tipologia di coppia invece, sembra più funzionale. E non avendo più remore nel convivere, da considerare vere e proprie relazioni.

La persona omosessuale nell’etero vede ciò che ha sempre sognato: il prototipo di maschio (ininfluente ciò che si fa sotto le lenzuola), la guida, colui al quale delegare le decisioni importanti, la metà forte della coppia, in pratica… la sicurezza.

L’etero di contro, consapevole di questo ritrovato ruolo, ne è lusingato ed è invogliato a mantenerlo. E poi, raramente soffre di gelosia. Certo, mica può, lui maschio, essere geloso di un uomo?

La complicità nello scoprire i comuni difetti e le simili esigenze, interessi e gusti comuni fanno il resto.